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Fino al 2004

 

CITTA’ DI PIOVE DI SACCO

LEGAMBIENTE - CIRCOLO DEL PIOVESE

ISTITUTO NAZIONALE DI BIOARCHITETTURA


 


ABITARE SANO

INTRODUZIONE  ALLA BIOEDILIZIA

SALA RIUNIONI DELLA BIBLIOTECA

COMUNALE DI PIOVE DI SACCO (PD)

VIA GARIBALDI 40 - ORE 21.00

 

PROGRAMMA DEGLI INCONTRI

 

GIOVEDI’ 18 MARZO

- COS’E’ LA CASA BIO-ECOLOGICA

 

idee e spunti per un progetto abitativo orientato al benessere psicofisico complessivo, al risparmio energetico e all’utilizzo consapevole delle risorse.

Prima, seconda e terza pelle: gli involucri della vita e il loro grande valore per il nostro benessere;

  • I tre pilastri della Bioarchitettura: ecosostenibilità, bioecologicità del costruito, consenso sociale;

  • Gli obiettivi della Bioarchitettura: un rapporto sostenibile con l’ambiente, un’attività progettuale ed edilizia improntata al risparmio energetico, un uso salubre di tecnologie e materiali naturali;

  • Gli strumenti della Bioarchitettura: l’analisi del sito, una progettazione a scala insediativa, la progettazione interdisciplinare;

  • linee guida per realizzare una casa Bio-ecologica.

 

GIOVEDI’ 25 MARZO 

- BIOEDILIZIA TRA NORME E PROGETTO

 

sperimentazioni, realizzazioni concrete e politiche per la bioedilizia sul nostro territorio.

  • Pianificazione territoriale ed edificazione sostenibile: che cosa significa?

  • Linee guida per la pianificazione e l’edificazione sostenibile e la tutela del territorio: il caso di Vigonovo in provincia di Padova

  • Il programma della Regione Veneto per l’edilizia residenziale: “indicazioni dei prodotti e componenti eco-compatibili e di lunga durata”

  • Progetti e opere pubbliche: il villaggio bioecologico di Magrè (Schio) e il PEEP per l’area di Rozzampia (Thiene)

  • La Certificazione dei materiali bio-ecologici da impiegare nelle costruzioni e le dichiarazioni ambientali del prodotto edile

  • Architettura partecipata: il caso di Piazza Toselli a Padova

Gli incontri saranno tenuti dall’Arch. Giorgia Pividori, membro dell’Istituto Nazionale di Bioarchitettura – sez. di VE e coordinati dall’Arch. Enrico Ferreguti, della Legambiente di Piove di Sacco.

L’apertura e la chiusura del convegno sarà tenuta dall’Assessore all’Ambiente del Comune di Piove di Sacco, Prof. Alberto Padoan.

 

Notiziario - Comunicati

Notiziario - Comunicati

Osservazioni al Piano Urbano del Traffico (PUT) di Piove di Sacco.

Il Piano Urbano del Traffico (PUT) presentato in queste settimane a nostro avviso presenta alcune gravi carenze sotto l'aspetto della viabilità, in particolare:

1) nel Centro storico (CS) non sono indicati  percorsi ciclabili. E' evidente che una carenza di piste ciclabili penalizza di molto la mobilità, dato che la mancanza di piste scoraggia l'uso della bici a vantaggio dell'auto, a parere nostro una efficiente rete ciclabile permetterebbe un maggiore afflusso di persone nel CS e quindi una positiva ricaduta ai fini commerciali. 

2) Permane una netta spaccatura legata alla mobilità tra il quartiere di S.Anna e il CS. Finchè non verrà ultimata la strada dei Vivai, tale "frattura" rimarrà aperta. Il PUT non prevede nulla per attenuare questo pesante disagio per i cittadini verso e da S.Anna. 

3) Zone pedonali. 

a) Abbiamo grosse perplessità sulla chiusura di via O. da Molin essendo l'arteria principale usata da coloro che provengono da Padova e si recano a Piove. Chiediamo che sia stralciata la "bretella" di collegamento tra via Marconi e via Europa, visto che la stessa funzione verrà svolta dalla futura "rotatoria", ma soprattutto si evita una riduzione di quel poco di area verde tra le due vie. Crediamo inoltre che l'ipotesi di circolazione prevista su quest'area debbano essere sperimentali, perché a nostro avviso possono sorgere varie difficoltà in particolare nel tratto in via Mazzini. 
b)
Si chiede lo stralcio finale della nuova strada in via Ortazzi, proponiamo che sia inserito un senso unico su via Ortazzi e via Castello ma soprattutto che via Ortazzi vada a confluire in via Castello solo tra le scuole Medie e il Centro Anziani. Riteniamo che creare una nuova strada dentro il CS porta a uno stravolgimento del tessuto urbano del CS, inoltre non riusciamo ad intravedere nessun beneficio per la circolazione. 

4) Condividiamo l'ipotesi di "rotatoria" su via Europa e la SS 516. Nel progetto futuro si devono tuttavia tenere in considerazione le piste ciclabili, sotto l'aspetto storico in quell'area passa il "vallo" di Piove, noi come associazione auspichiamo fin d'ora uno studio per un progetto di ricostruzione del "vallo".

5) La Bretella ovest

In altre occasioni Legambiente si è espressa in modo chiaro per la sua contrarietà alla costruzione della Bretella ovest. Il PUT ha espresso una nostra analisi, cioè quella che il traffico del piovese è circa 80% proveniente all'interno di Piove. Costruire una strada per spostare il traffico dopo Arzerello verso Adria è una assurdità economica ed urbanistica. Noi auspichiamo la tutela sotto l'aspetto rurale come area tipica della campagna veneta. Costruire una strada è dimostrato un danno irreparabile, ribadiamo ancora una volta che solo a seguito dell'ultimazione della strada dei Vivai sarà possibile conoscere valutare gli effetti sul traffico locale e quindi richiedere o confermare le scelte attuate.

Per i motivi sotto esposti siamo contrari e ne chiediamo lo stralcio: 

a) perché già nella variante al PRG del 1989, seppur con un tracciato leggermente diverso, è stata stralciata dalla Regione Veneto, e i motivi rimangono mutati;

b) va a ledere  i 2 maggiori siti di interesse storico-religioso presenti a Piove (Madonna delle Grazie e il Cristo di Arzerello). Il Santuario della Madonna delle Grazie è già notevolmente compromesso con l'insediamento del Centro commerciale "Piazzagrande", e successive urbanizzazioni; 

c) va ad intaccare una delle ultime aree agricole resenti nel nostro Comune di Piove, infatti la fascia di rispetto una volta ultimata la strada sarà di pochi metri, riteniamo quindi fondato il timore che in un futuro prossimo si realizzino anche qui nuove lottizzazioni;

d) riteniamo che dal punto di vista viario, ultimata la strada dei "Vivai" e la bretella tra la SS516 e strada dei Vivai il traffico pesante e quello delle auto, possa procedere inserendo opportuni divieti di transito ecc., verso la SP "dei Pescatori". Vogliamo solo ricordare che oltre al termine della SP dei Vivai e la sua "bretella" di collegamento con la 516, sono stati e/o stanno per essere previsti nuovi interventi viari anche di grandi dimensioni: autostrada Romea commerciale, la SP dell'Olmo, il collegamento ferroviario Padova - Chioggia, francamente ci sembrano troppe, dato che andranno a manomettere e dividere a "spicchi" il piovese.

6) Si chiede la cancellazione del nuovo ponte tra via Madonna delle Grazie e via Piave perché crea una pesante "frattura" fisica impedendo di fatto l'accesso verso il Santuario. Si auspica una revisione alternativa del sistema viario all'interno degli impianti sportivi della "Botta", l'IRA, onde favorire il flusso veicolare.


Bosco di Via Breo a Piove di Sacco.

Novembre 2002

Dopo alcuni anni di oblio si ritorna a parlare del Bosco di Via Breo di Piove di Sacco.

Abbiamo appreso dalla stampa locale che la Variante al Piano Regolatore, presentata dal Comune di Piove, è stata bloccata per lungo tempo in Regione anche perché "qualcuno" ha qualcosa da dire sulla destinazione ad area verde del "Bosco di Via Breo". 

Dopo ormai un decennio di articoli e segnalazioni che evidenziavano l'importanza ambientale del biotipo, la sua tutela approntata sia dal Comune di Piove che dall'Ambito Territoriale di Caccia, siamo ritornati ancora una volta ad un bivio: lo salviamo o ci costruiamo sopra alcune case? 

Speriamo che l'interesse di pochi non vinca ancora una volta, a scapito di questo nostro ambiente troppe volte maltrattato. Proprio in questi giorni si parla in incontri internazionali di salvaguardia degli animali in via di estinzione. Vogliamo ricordare che non sono solo le tigri, i rinoceronti o il panda a rischiare l'estinzione, ma anche piccoli ed elusivi animali che vivono vicino a noi e proprio nel Bosco di Via Breo trovano rifugio.

Oltre ad essere un'area di rifugio per molte specie animali il Bosco è anche l'unico grande "polmone verde" a ridosso del centro abitato di Piove di Sacco, quindi la sua presenza assume anche una grande importanza per la sua azione di assorbimento e di trasformazione dell'anidride carbonica. 

L'Assessorato all'Ambiente della Provincia di Padova sta per pubblicare un libro che evidenzia tutte le valenze ambientali presenti nel Bosco, a questo punto auspichiamo che questa pubblicazione non rimanga il ricordo di quello che c'era. 


«Progettano piste ciclabili pericolose e inadatte ai ciclisti»

ottobre 2002

Leggiamo articoli che promettono la realizzazione di piste ciclabili sul territorio della provincia e ancora più sul territorio della Saccisica. Cogliamo l’occasione di questi articoli e della pubblicazione della lettera di protesta sulla stampa locale su come è stata progettata e si sta realizzando la pista che collegherà Piove di Sacco a Liettoli per puntualizzare la nostra opinione. 
Queste NON sono «Piste Ciclabili», al più possono essere definite «Piste pericolose per biciclette» o, altrimenti, «Parcheggi Occulti».
È inconcepibile, spostare la pericolosità del percorrere una strada da parte di un ciclista in una corsia riservata a volte può aumentare i pericoli. Sì, poiché proprio di pericoli si parla.

Ed è per questo che tali percorsi sono poco utilizzati o non lo sono affatto. La Comunità Europea, nelle sue considerazioni a proposito delle piste ciclabili vista anche l’esperienza maturata nei paesi nordici, distingue due grandi categorie di ciclisti: le tartarughe e le lepri . Le Tartarughe sono quei ciclisti che utilizzano le piste per spostarsi da un posto all’altro, per andare a fare la spesa, per andare a trovare un parente, per andare a scuola; mentre le lepri sono i ciclisti veloci, gli amanti dei grandi percorsi, che usano la bici per allenarsi, per tenersi in forma, la loro velocità media è molto elevata se paragonata alle tartarughe. Le lepri che abbiamo interpellato NON percorreranno MAI le piste ciclabili che esistono nel nostro circondario perché sono più pericolose delle strade. I ciclisti preferiscono il rischio di essere investiti da un'auto in corsa a quello d'incocciare in un'auto che esce da uno dei tanti cancelli che danno direttamente sulle piste. Se le piste ciclabili fossero un oggetto da vendere in base alla sua utilità, sicuramente si presterebbe molta più attenzione a una progettazione in funzione dell'utilizzatore: il ciclista. Purtroppo molte piste sono progettate «per forza» o perché ci sono i fondi da spendere e senza pensare a chi ci dovrà andare sopra. Mi si dirà che quando sono rispettati tutti i vincoli legali, le norme e i codici non si può fare altro, ma questo non è sufficiente. Bisogna soddisfare anche quella che si definirebbe come “prova organolettica”, come si fa per il vino. Se il vino è buono sarà bevuto altrimenti sarà buttato nel lavandino. Lo stesso criterio deve essere applicato alle piste ciclabili che devono essere progettate dalla parte di chi ci dovrà correre sopra. Le piste ciclabili devono essere usabili ma soprattutto usate.
È assurdo costruire una pista distruggendo territorio e poi scoprire che non verrà mai utilizzata.  Altro aspetto è quello della distruzione del territorio che sarà utilizzato per realizzare la pista. Purtroppo si assiste alla tombinatura di fossati per fare posto alle corsie riservate ai ciclisti. Questo è assurdo in un territorio come il nostro, da sempre soggetto ad allagamenti e straripamenti di fossati senza manutenzione, e che dovrebbero servire invece da bacino di prima raccolta delle acque piovane.
Noi siamo disponibili a parlare con i progettisti e gli amministratori. Vogliamo far sentire le nostre opinioni con la volontà di collaborare alla riuscita di un «buon prodotto».
Circolo Arca di Noè