|
Fino al 2004
CITTA’ DI PIOVE DI SACCO LEGAMBIENTE - CIRCOLO DEL PIOVESE ISTITUTO NAZIONALE DI BIOARCHITETTURA
ABITARE SANO INTRODUZIONE ALLA BIOEDILIZIA SALA RIUNIONI DELLA BIBLIOTECA COMUNALE DI PIOVE DI SACCO (PD) VIA GARIBALDI 40 - ORE 21.00
PROGRAMMA DEGLI INCONTRI
GIOVEDI’ 18 MARZO - COS’E’ LA CASA BIO-ECOLOGICA
idee e spunti per un progetto abitativo orientato al benessere psicofisico complessivo, al risparmio energetico e all’utilizzo consapevole delle risorse. Prima, seconda e terza pelle: gli involucri della vita e il loro grande valore per il nostro benessere;
GIOVEDI’ 25 MARZO - BIOEDILIZIA TRA NORME E PROGETTO
sperimentazioni, realizzazioni concrete e politiche per la bioedilizia sul nostro territorio.
Gli incontri saranno tenuti dall’Arch. Giorgia Pividori, membro dell’Istituto Nazionale di Bioarchitettura – sez. di VE e coordinati dall’Arch. Enrico Ferreguti, della Legambiente di Piove di Sacco. L’apertura e la chiusura del convegno sarà tenuta dall’Assessore all’Ambiente del Comune di Piove di Sacco, Prof. Alberto Padoan.
Notiziario - Comunicati Osservazioni al Piano Urbano del Traffico (PUT) di Piove di Sacco. Il Piano Urbano del Traffico (PUT) presentato in queste settimane a nostro avviso presenta alcune gravi carenze sotto l'aspetto della viabilità, in particolare: 1) nel Centro storico (CS) non sono indicati percorsi ciclabili. E' evidente che una carenza di piste ciclabili penalizza di molto la mobilità, dato che la mancanza di piste scoraggia l'uso della bici a vantaggio dell'auto, a parere nostro una efficiente rete ciclabile permetterebbe un maggiore afflusso di persone nel CS e quindi una positiva ricaduta ai fini commerciali. 2) Permane una netta spaccatura legata alla mobilità tra il quartiere di S.Anna e il CS. Finchè non verrà ultimata la strada dei Vivai, tale "frattura" rimarrà aperta. Il PUT non prevede nulla per attenuare questo pesante disagio per i cittadini verso e da S.Anna. 3) Zone pedonali.
5) La Bretella ovest
a) perché già nella variante al PRG del 1989, seppur con un tracciato leggermente diverso, è stata stralciata dalla Regione Veneto, e i motivi rimangono mutati; b) va a ledere i 2 maggiori siti di interesse storico-religioso presenti a Piove (Madonna delle Grazie e il Cristo di Arzerello). Il Santuario della Madonna delle Grazie è già notevolmente compromesso con l'insediamento del Centro commerciale "Piazzagrande", e successive urbanizzazioni; c) va ad intaccare una delle ultime aree agricole resenti nel nostro Comune di Piove, infatti la fascia di rispetto una volta ultimata la strada sarà di pochi metri, riteniamo quindi fondato il timore che in un futuro prossimo si realizzino anche qui nuove lottizzazioni; d) riteniamo che dal punto di vista viario, ultimata la strada dei "Vivai" e la bretella tra la SS516 e strada dei Vivai il traffico pesante e quello delle auto, possa procedere inserendo opportuni divieti di transito ecc., verso la SP "dei Pescatori". Vogliamo solo ricordare che oltre al termine della SP dei Vivai e la sua "bretella" di collegamento con la 516, sono stati e/o stanno per essere previsti nuovi interventi viari anche di grandi dimensioni: autostrada Romea commerciale, la SP dell'Olmo, il collegamento ferroviario Padova - Chioggia, francamente ci sembrano troppe, dato che andranno a manomettere e dividere a "spicchi" il piovese. 6) Si chiede la cancellazione del nuovo ponte tra via Madonna delle Grazie e via Piave perché crea una pesante "frattura" fisica impedendo di fatto l'accesso verso il Santuario. Si auspica una revisione alternativa del sistema viario all'interno degli impianti sportivi della "Botta", l'IRA, onde favorire il flusso veicolare. Bosco di Via Breo a Piove di Sacco. Novembre 2002 Dopo alcuni anni di oblio si ritorna a parlare del Bosco di Via Breo di Piove di Sacco. Abbiamo appreso dalla stampa locale che la Variante al Piano Regolatore, presentata dal Comune di Piove, è stata bloccata per lungo tempo in Regione anche perché "qualcuno" ha qualcosa da dire sulla destinazione ad area verde del "Bosco di Via Breo". Dopo ormai un decennio di articoli e segnalazioni che evidenziavano l'importanza ambientale del biotipo, la sua tutela approntata sia dal Comune di Piove che dall'Ambito Territoriale di Caccia, siamo ritornati ancora una volta ad un bivio: lo salviamo o ci costruiamo sopra alcune case? Speriamo che l'interesse di pochi non vinca ancora una volta, a scapito di questo nostro ambiente troppe volte maltrattato. Proprio in questi giorni si parla in incontri internazionali di salvaguardia degli animali in via di estinzione. Vogliamo ricordare che non sono solo le tigri, i rinoceronti o il panda a rischiare l'estinzione, ma anche piccoli ed elusivi animali che vivono vicino a noi e proprio nel Bosco di Via Breo trovano rifugio. Oltre ad essere un'area di rifugio per molte specie animali il Bosco è anche l'unico grande "polmone verde" a ridosso del centro abitato di Piove di Sacco, quindi la sua presenza assume anche una grande importanza per la sua azione di assorbimento e di trasformazione dell'anidride carbonica. L'Assessorato all'Ambiente della Provincia di Padova sta per pubblicare un libro che evidenzia tutte le valenze ambientali presenti nel Bosco, a questo punto auspichiamo che questa pubblicazione non rimanga il ricordo di quello che c'era. «Progettano piste ciclabili pericolose e inadatte ai ciclisti» ottobre 2002 Leggiamo
articoli che promettono la realizzazione di piste ciclabili sul territorio
della provincia e ancora più sul territorio della Saccisica. Cogliamo l’occasione
di questi articoli e della pubblicazione della lettera di protesta sulla
stampa locale su come è stata progettata e si sta realizzando la pista
che collegherà Piove di Sacco a Liettoli per puntualizzare la nostra
opinione. Ed
è per questo che tali percorsi sono poco utilizzati o
non lo sono affatto. La Comunità Europea, nelle sue considerazioni a
proposito delle piste ciclabili vista anche l’esperienza maturata nei
paesi nordici, distingue due grandi categorie di ciclisti: le tartarughe
e le lepri . Le Tartarughe sono
quei ciclisti che utilizzano le piste per spostarsi da un posto
all’altro, per andare a fare la spesa, per andare a trovare un
parente, per andare a scuola; mentre le lepri sono i
ciclisti veloci, gli amanti dei grandi percorsi, che usano la bici per
allenarsi, per tenersi in forma, la loro velocità media
è molto elevata se paragonata alle tartarughe. Le lepri che abbiamo
interpellato NON percorreranno MAI le piste ciclabili che esistono nel
nostro circondario perché sono più pericolose delle strade. I ciclisti
preferiscono il rischio di essere investiti da un'auto in corsa a quello
d'incocciare in un'auto che esce da uno dei tanti cancelli che danno
direttamente sulle piste. Se le piste ciclabili fossero un oggetto
da vendere in base alla sua utilità, sicuramente si
presterebbe molta più attenzione a una
progettazione in funzione dell'utilizzatore: il ciclista.
Purtroppo molte piste sono progettate «per forza» o
perché ci sono i fondi da spendere e senza pensare a
chi ci dovrà andare sopra. Mi si dirà che quando sono rispettati tutti i
vincoli legali, le norme e i codici non si può fare altro, ma questo non
è sufficiente. Bisogna soddisfare anche quella che si
definirebbe come “prova organolettica”, come si fa
per il vino. Se il vino è buono sarà bevuto altrimenti sarà buttato nel
lavandino. Lo stesso criterio deve essere applicato alle piste
ciclabili che devono essere progettate dalla parte di chi ci dovrà
correre sopra. Le piste ciclabili devono essere usabili ma
soprattutto usate. |