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I Casoni e Salvalarte

 

Domenica 29 giugno a Vallonga di Arzergrande (comune limitrofo a Piove di Sacco) ci sarà una festa per inaugurare i lavori di recupero del "casone azzurro". Alla manifestazione, che inizia alle 10.30, parteciperà Federica Sacco - Responsabile Nazionale della Campagna Salvalarte di Legambiente. E' possibile prenotare il pranzo, al costo di 15 euro, presso lo stand della locale sagra paesana. I lavori di restauro sono il risultato di un impegno del circolo di Piove che dura da svariati anni. Per sensibilizzare amministratori ed opinione pubblica il recupero del casone era stato inserito in varie edizioni della campagna Salvalarte.

Nel 2005, insieme a Salvalarte di Legambiente di Padova, è stata organizzata una mostra sui casoni a Padova che ha contribuito a far sì che la Provincia erogasse un contributo al Comune di Arzergrande indispensabile per attivare i lavori di recupero.


 

Gli ultimi "casoni" della Saccisica inseriti nella campagna Salvalarte di Legambiente.

I “Casoni” rappresentano tanta storia del Piovese, storia di fatiche, di miseria ben identificata in queste“povere” abitazioni, dove la maggioranza dei materiali usati per la costruzione (canna palustre, paglia, travi di robinia, mattoni di argilla, etc.) provenivano dall’ambiente circostante (prossimo alla laguna) a dimostrazione della capacità dell’uomo di integrarsi con il territorio circostante.

All’inizio del secolo scorso  i “Casoni” presenti nel territorio del Piovese erano migliaia. Dopo l’approvazione di normative che garantivano contributi per la costruzione di case in muratura, la possibilità di contrarre delle polizze assicurative contro gli incendi (molti “Casoni” poi erano bruciati in modo doloso) e la volontà di avere delle abitazioni più “salubri” decretarono poco a poco la loro scomparsa.

L’ultimo abbattimento consistente si è verificato negli anni 1950-60. A questo abbattimento, ne sono sopravvissuti solo una decina.

Oggi il loro numero si è ulteriormente ridotto e, di fatto, possiamo identificarne solo 4: 2 a Piove di Sacco e 2 a Vallonga di Arzergrande.

I due di Piove di Sacco (1 in via Ramei e 1 sulla Provinciale per Corte) sono di proprietà comunale e sono stati praticamente ricostruiti, mentre i due di Vallonga hanno ancora l’aspetto originale e, uno di questi, è ancora abitato.

Noi riteniamo che la salvaguardia del nostro patrimonio storico non debba essere rivolta solo alle ville o ai palazzi patrizi ma anche verso quelle costruzioni, come i “Casoni”, in cui viveva la stragrande maggioranza della popolazione. Perciò abbiamo ritenuto di lanciare un nuovo segnale d’allarme inserendo i due casoni di Vallonga di Arzergrande con lo scopo di salvare dall’abbattimento i due “Casoni” di Vallonga di Arzergrande denunciando ancora una volta alle istituzioni pubbliche la necessità di avviare al recupero ed alla salvaguardia il nostro patrimonio storico - architettonico - artistico, soprattutto quello considerato “minore”.

La civiltà di un Paese si misura nella sua capacità di progredire senza recidere i legami con il proprio passato, cui ognuno di noi deve sentirsi un rigoroso custode. Inoltre la loro salvaguardia e recupero offre la possibilità di utilizzarli per scopi didattici-turistici (come già avviene per quello di via Ramei), incrementando così la rete di un vero e proprio Ecomuseo del Territorio della Saccisica.


 

Salviamo il santuario dal cemento e dall'asfalto

Negli ultimi anni abbiamo assistito impotenti alla progressiva aggressione del Santuario della Madonna Delle Grazie da lottizzazioni insensate ed aree commerciali invadenti. L'atmosfera di quiete e di raccoglimento che caratterizzava il viale e la zona del Santuario e che tutti i cittadini ricordano con partecipazione è ormai quasi definitivamente guastata dalla presenza incombente di volumi edilizi fuori scala e senza nessun rapporto con la sacralità del luogo.

Purtroppo l'urbanizzazione abnorme ed insensata che in questi anni ha caratterizzato il territorio comunale di Piove di Sacco ha raggiunto e trasfigurato anche questo luogo così amato da tutti i cittadini.

Con grande preoccupazione apprendiamo dai giornali che l'attuale amministrazione ripropone la realizzazione di una nuova strada a brevissima distanza dal Santuario. Si rischia di ipotecare per sempre un luogo della memoria prezioso a tutti i cittadini  staccandolo definitivamente  dalla campagna e dal paesaggio con cui per secoli è vissuto in simbiosi e condannandolo ad essere inesorabilmente accerchiato da nuovi insediamenti edilizi che nel tempo la nuova viabilità tenderà ad attirare.

Chiediamo invece che un sito così importante per la memoria e l'identità di tutta la comunità piovese sia invece salvaguardato e protetto come un bene prezioso, predisponendo apposite aree di rispetto, e di inedificabilità e valorizzando il Santuario con interventi mirati di riassetto del paesaggio che tendano a mitigare, per quanto possibile, l'impatto sul paesaggio circostante degli esistenti insediamenti residenziali e commerciali.

Riteniamo che nessun vantaggio viabilistico possa realmente ripagare della perdita dell'identità di un bene così amato da tutti i cittadini, ma che anzi un così grande patrimonio artistico, paesaggistico, storico e spirituale debba trovare in tutti, cittadini ed amministratori, un'occhio di riguardo e di attenzione.

Piove di Sacco, lì 9.3.2005


Palazzo Gradenigo

Un pezzo di storia di Piove da salvare

Situato nel centro storico di Piove di Sacco, il complesso monumentale composto dall'edificio residenziale, dalle barchesse e dall'oratorio, è documentato fin dal 1765 ma ricostruito nella forma attuale nel 1788.

Il palazzo presenta una distribuzione tipicamente veneta con androne centrale passante. Gli interni sono quasi interamente affrescati.

Con i suoi cinque piani, il Palazzo Gradenigo costituisce l'edificio di abitazione più imponente tra quelli di rilievo storico-artistico di Piove di Sacco; fino ad ora è stato difeso tenacemente da urbanizzazione e interventi impropri.

Anche se recentemente è stato oggetto di due interventi conservativi (al tetto e alla muratura portante, versa in gravi condizioni. Solo un accurato restauro generale potrà preservarlo dal degrado.